Ogni azienda deve adottare misure per controllare la diffusione del virus Covid-19. Qroow può essere di grande aiuto

Misure per contrastare il contagio COVID-19 in azienda

In accordo con il Governo italiano, il 14 marzo sindacati e imprese hanno firmato un protocollo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da nuovo Coronavirus e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.
Il protocollo è stato integrato il 24 aprile ed è inserito come allegato 12 nel DPCM 17 maggio 2020. L’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, deve informare tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda, compresi fornitori e visitatori, sulle disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo depliants informativi all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali. Tra le informazioni:

  • L’obbligo di restare a casa con febbre oltre 37.5. In presenza di febbre (oltre i 37.5) o altri sintomi influenzali vi è l’obbligo di rimanere al proprio domicilio e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria.
  • L’accettazione di non poter entrare o permanere in azienda, e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo: sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.
  • L’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda. In particolare: mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene.
  • L’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro/l’azienda della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa/dell’ingresso in azienda, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.

Modalità di accesso di fornitori esterni e visitatori

Al fine di ridurre le possibilità di contatto con il personale, l’accesso di fornitori esterni e visitatori in genere deve essere regolato attraverso l’individuazione di procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite. Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno occorre individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.
Anche l’accesso ai visitatori deve essere limitato: qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione, etc.), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali.

Il 20 maggio 2020 l’INAIL ha pubblicato una circolare riguardante la responsabilità datoriale per il contagio da Covid-19 nei luoghi di lavoro

L’Inail, facendo riferimento all’articolo 42 del decreto Cura Italia, ha chiarito il 20 maggio 2020 che “il rispetto delle misure di contenimento, se sufficiente a escludere la responsabilità civile del datore di lavoro, non è certo bastevole per invocare la mancata tutela infortunistica nei casi di contagio, non essendo possibile pretendere negli ambienti di lavoro il rischio zero”. La circolare dice che non è possibile confondere i presupposti per l’erogazione di un indennizzo assicurativo con quelli che stanno alla base di una responsabilità penale e civile, che devono essere rigorosamente accertati con criteri precisi. “Il riconoscimento del diritto alle prestazioni da parte dell’INAIL non può assumere rilievo per sostenere l’accusa in sede penale, considerata la vigenza del principio di presunzione di innocenza, nonché dell’onere della prova. […] Pertanto, la responsabilità del datore è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell’emergenza epidemiologica si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali”. Il riconoscimento di un caso di infezione Covid-19 come infortunio per il quale scatta la tutela Inail non determinerà alcun presupposto per individuare una responsabilità civile o penale ai danni dell’azienda nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro. Quindi, il rispetto delle norme e delle regole solleva il datore da eventuali responsabilità. Ecco perché l’adozione di tutte le misure di controllo e lotta alla diffusione del virus, come ad esempio anche Qroow, è utile a dimostrare tale rispetto delle norme.

Per maggiori informazioni visita il sito del Ministero della Salute